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Sorry

"Non dire mai che ti dispiace mentre tieni nascoste la mani nelle tasche dei pantaloni. Vogliamo tutti vedere le armi con le quali veniamo feriti."

"Non c'è nulla di più meschino di un uomo che non sa scusarsi per i propri errori."

"Il passato può essere come un macigno che al momento meno opportuno ti ritrovi appeso al collo."

"Gli uomini lasciano andare malvolentieri le loro perdite, le vivono come un brutto film che ricomincia sempre dall'inizio e assaporano l'amarezza dell'abbandono come se fosse qualcosa di prezioso."

"Il tempo esige continuamente attenzioni. Sundance dovette imparare molto presto quanto può essere tremendo il minimo scampolo di tempo, quando si sente la mancanza di qualcuno."

"A partire dalla nascita ogni essere umano ha un passato che lo accompagna per tutta la vita. Indipendentemente da dove si trovi o cosa faccia. E come tutte le persone sono legate fra loro, così lo sono anche gli avvenimenti. Nulla accade senza un senso."

"Tamara aspetta. Trascorre le ore in soggiorno sulla poltrona. Adesso capisce perché la gente veglia i morti. E' la separazione la parte più dura. Non c'è ritorno. Forse essere morti significa essere abbandonati da tutti. Quanto più a lungo restiamo presso i morti, tanto più a lungo quelli continuano a vivere."

Frasi tratte da "Sorry" di Zoran Drvenkar, un libro che mi rimarrà impresso per molto tempo...

Pubblicato il 18/1/2010 alle 16.15 nella rubrica My books.

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